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Goccio Rosso

Vino Biologico  

senza solfiti aggiunti,  

non filtrato, vegano

BIO

TM

Goccio Rosso

Le norme sulla presenza di solfiti nel vino, in quanto bevanda alcolica, prevedono dei limiti massimi: 150 mg/litro per i vini rossi e 200 mg/litro per i bianchi (misurati come tenore di anidride solforosa totale).

Al di sopra della soglia di 10 mg/litro e'  obbligatorio indicare in etichetta la dicitura  "Contiene solfiti" .

Tradizionalmente viene utilizzato il metabisolfito di potassio come antibatterico/conservante. Addizionato gia'  nel mosto appena dopo la pigiadiraspatura in dosi di 5-10 g/hl, in funzione dello stato di sanita'  dell'uva, inibisce lo sviluppo di fermentazioni batteriche anomale favorendo l'attivazione dei lieviti selezionati.

Spesso vengono poi aggiunte altre piccole dosi periodiche, in particolare in occasione di travasi e prima dell'imbottigliamento, soprattutto nei vini bianchi (contenuto limitato di antiossidanti rispetto ai rossi per la fermentazione senza contatto bucce).

Quali sono le norme sull'uso dei solfiti?

. vinificazione di uve perfettamente sane

. fermentazione alcolica con completa trasformazione degli zuccheri dell'uva in alcol (+ difficile con gradazioni zuccherine/alcoliche elevate)

. condizioni di temperatura/umidita’ adeguate

     . esecuzione accurata dei travasi, evitando, nei limiti del possibile, l'esposizione all'aria (ossigeno) ed alla luce

In Gocciorosso risultano comunque presenti solfiti sviluppatisi naturalmente durante la fermentazione.

In particolare abbiamo constatato che, a parita'  di condizioni di sanita'  dell'uva di partenza e di lieviti utilizzati, si ottengono valori di anidride solforosa totale variabili tra 10 e 45 mg/litro.

Questo verosimilmente in dipendenza del differente metabolismo dei lieviti durante la fermentazione, condizionato da:

     . varieta'  di uva (valori minimi sui vini bianchi, fermentati in assenza di bucce)

     . quantita'  di zolfo utilizzata nei trattamenti anti oidio (l'anidride solforosa ha sempre comunque come base l'elemento zolfo)

. quantita'  (molto bassa nel nostro caso) di rame metallo utlizzato durante l'anno nei trattamenti anti peronospora

In generale, prima ancora che dalla presenza di solfiti aggiunti, la conservabilita’ del vino dipende da:

Gocciorosso e solfiti

Dal 2006, durante tutto il processo di vinificazione di Goccio Rosso e Goccio D'Oro non vengono aggiunti solfiti.

L’alcol ed i polifenoli del vino rosso sono i primi conservanti naturali.

Gocciorosso non e’ filtrato: mantiene quindi tutti i principi attivi antiossidanti naturali.

Per avere un quadro completo dell’azione antiossidante dei polifenoli dell’uva rossa, vedi anche il ns estratto LIOFENOL

I valori sono minimi: 10/20 mg/litro nel bianco, fermentato senza bucce, e 10/45 nei rossi.


Quanto dura Gocciorosso, una volta aperta la bottiglia?

Suggeriamo di lasciare ossigenare Gocciorosso (bottiglia stappata o caraffa) anche fino a 48 h: l’alcol tende ad evaporare ed il vino esprime meglio le sue qualita’ organolettiche (come sempre, vale poi la regola generale “de gustibus non disputandum est”, ognuno sceglie la soluzione piu’ gradita)

La bottiglia aperta ed iniziata puo’ comunque essere tappata con un semplice tappo a pressione: l’importante e’ mantenere temperatura (<18 gradi) ed umidita’ (65/75%) adeguate.

A queste condizioni, dalle ns prove sembra non avere problemi anche per 10/15 gg (e oltre)

Per il bianco Goccio d’Oro (di solito iniziamo ad imbottigliare dopo Pasqua) vale naturalmente la regola opposta: tenere la bottiglia ben chiusa con tappo a pressione, al riparo dalla luce ed al fresco.

Avendo meno polifenoli (buccia bianca e fermentazione senza bucce) e' a maggior  rischio ossidazione rispetto ai rossi.

> 3 Solfiti

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